ALLATTAMENTO AL SENO: QUANTI CAMBIAMENTI FISICI COMPORTA

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ALLATTAMENTO AL SENO: QUANTI CAMBIAMENTI FISICI COMPORTA

L’allattamento al seno è il modo attraverso cui la mamma nutre il suo cucciolo durante il primo periodo della vita.

Apparentemente è una delle cose più naturali al mondo, eppure in questo gesto si nascondono infinite complessità e gli stati d’animo delle mamme possono variare tra la profonda gioia, la paura, il senso di colpa o di inadeguatezza.

Sono davvero infinite le variabili che si dovrebbero prendere in considerazione per provare a fare il punto della situazione su una realtà tanto complessa da mettere in difficoltà moltissime donne.

Pensiamo a cosa comporta allattare già solo in termini di impegno fisico!

Se a questo aggiungiamo la soggettività con cui ognuna di noi può vivere tale esperienza dal punto di vista emotivo, influenzata dalla propria storia di vita e dai mille “consigli” (spesso non richiesti) che arrivano dall’esterno, otteniamo un bel mix esplosivo!

E’ appena normale, no?

Eppure è proprio questo che nessuno ci dice: nessuno ci rassicura sul fatto che SIA NORMALE!!Nessuno si preoccupa di  trasmetterci che trovarci immersi in stati d’animo fortemente contrastanti, spesso negativi, piene di dubbi e paure, con alla base spesso una incompetenza rispetto a cosa sta accadendo al nostro seno e al nostro corpo, è normale.

Ecco il motivo per cui questo è il primo di una serie di articoli che scriverò su questo argomento!

Poiché credo che ogni donna abbia il diritto di essere dapprima informata e poi supportata in caso di necessità, per poter vivere questa esperienza nel migliore dei modo possibili (fosse anche decidesse di interromperla)!

Per iniziare a sciogliere dubbi e insicurezze vorrei, nelle prossime righe, aiutarvi a capire cosa accade al seno, e al corpo più in generale, durante l’allattamento e quali sono le risposte del  neonato.

Il seno già a partire dal 7° mese di gravidanza inizia a produrre latte. Nello specifico produce un siero chiamato  COLOSTRO:  è giallognolo e denso ed è il primo liquido di cui si nutre il neonato dopo la nascita. La quantità di colostro prodotta nei primi giorni di vita del piccolo è  minima, ma  assolutamente sufficiente, in quanto:

  • è iper proteico
  • contiene molte quantità di vitamine
  • facilita l’emissione del meconio (le prime feci emesse dal neonato hanno questo nome)
  • ha azione immunitaria

 

Quando il cucciolo viene al modo, appoggiato sul ventre materno appena dopo il parto, ha la capacità di dirigersi verso il seno e di iniziare a succhiare.

Questo gesto è facilitato da specifici riflessi  innati:

Riflesso di ricerca: se si toccano le labbra del neonato egli apre la bocca e spinge in avanti la lingua

Riflesso di suzione: il neonato succhia non appena qualcosa gli tocca il palato

Riflesso di deglutizione: il neonato deglutisce quando ha la bocca piena di latte

I riflessi innati del neonato trovano poi un incastro con :

1) modi di funzionamento del corpo materno che facilitano l’attaccamento al seno

2) apprendimenti che la mamma potrà fare sia accompagnata e seguita dal personale del reparto (in caso di nascita avvenuta in ospedale) e/o dalle ostetriche (sia in ospedale che a casa),  oppure anche da sola attraverso l’esperienza.

  1. fisiologia dell’allattamento

Il funzionamento del nostro corpo appare magico talvolta, se pensiamo al fatto che tutto è predisposto per muoversi secondo “leggi” determinate da Madre Natura.

Nella mammella, ad esempio, sono presenti i tubercoli di Mongomeri: essi sono dei piccoli rigonfiamenti che si trovano sull’areola e secernono una sostanza oleosa che ha 2 funzioni: la prima è quella di creare un effetto oleoso per tenere morbida quella specifica area  del corpo; la seconda riguarda il fatto che  tale sostanza ha un’odore molto simile al liquido amniotico e permette quindi di orientare il neonato nella direzione del seno in modo spontaneo.

A livello ormonale sono 3 gli ormoni che hanno una azione  importante nell’ allattamento:

  1. Prolattina: è l’ormone che fa produrre il latte.  Entra in circolo DOPO la poppata per produrre il latte per la poppata successiva. Maggiore è la suzione, maggiore sarà la produzione di latte. Ciò che stimola la produzione di prolattina è quindi un elemento solamente  meccanico. Non sono tisane, acqua, riposo…….SOLO LA SUZIONE, e quindi la stimolazione (con suzione del bimbo o con tiralatte), AUMENTA LA PRODUZIONE DEL LATTE. La prolattina è maggiormente prodotta durante la notte ed è anche l’ormone che stimola la cura del cucciolo, modula il comportamento di protezione della prole, stimola l’attaccamento.
  2. Ossitocina: è l’ormone che ha la funzione di far uscire il latte. Agisce prima o durante la poppate. Rispetto alla prolattina è un ormone molto più influenzabile, perché risente degli aspetti psicologici della mamma. L’ossitocina è soggetta allo stress, al dolore, all’insicurezza. Elemento che favorisce la produzione di ossitocina è quindi il senso di tranquillità e sicurezza della mamma. Pensare teneramente al bambino, udirne i suoni, guardarlo stimolano il riflesso ossitocinico. Questo dà indice di quanto sia importante considerare e sostenere lo stato d’animo della mamma (se, per esempio, subito dopo la nascita il bimbo è al centro immaturi e la mamma deve tirare il latte, potrebbe essere utile, per stimolare il riflesso ossitocinico, che lei possa avere con sé una fotografia del piccolo).  L’ossitocina è ormone dell’amore e dell’accudimento che permette anche di rilassarsi e di dormire.
  3. FIL (Fattore Inibente la Lattazione): è un ormone che interviene come autodifesa quando il latte è stato prodotto ma non è stato rimosso. Nelle condizioni in cui, quindi, la mamma deve essere allontanata dal bimbo momentaneamente e non può allattare subito, il seno deve essere svuotato affinché il latte continui a prodursi.
  1. Modalità che si apprendono

Il principale aspetto che riguarda competenze che non sono innate nella madre, ma che si apprendono è la CORRETTA POSIZIONE DI SUZIONE.

Vedremo in un articolo successivo qual è la posizione corretta e quali possono essere le cause o le conseguenze di un attacco non adeguato.

Per terminare questo primo articolo, evidenzio quanto risulti indispensabile, se ne abbiamo bisogno, potersi affidare a personale preparato e comprensivo, affinché possa aiutarci ad apprendere le migliori modalità per allattare il nostro cucciolo.

Poiché qualsiasi evento, pur naturale che sia, necessita di tempo e pazienza per essere conosciuto e vissuto nel pieno rispetto delle proprie esigenze ed emozioni!!

Dottoressa Francesca Quartero

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa