AVERE POCO LATTE: UNA REALTA’ O UN TIMORE DELLE MAMME?

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AVERE POCO LATTE: UNA REALTA’ O UN TIMORE DELLE MAMME?

State allattando e vi sentite a pezzi? Avete le occhiaie, un sonno pazzesco,  non avete neanche il tempo di fare una doccia?

E magari in tutto questo siete anche attraversate da mille dubbi sul vostro latte, perché non capite bene se ne avete abbastanza e se sarà soddisfacente per il vostro piccolo! Oppure avete introdotto il latte artificiale con grande sofferenza!!

Siamo purtroppo bombardati da immagini e da pubblicità in cui le mamme che allattano sono bellissime, in forma, ben vestite, truccate e riposate!

Il loro seno è gonfio di latte e un meraviglioso neonato col viso da angioletto mangia sereno e pacifico.

Una bella distorsione della realtà!!!

Un modo, come tanti, per alimentare il senso di inadeguatezza e per farci sentire ancora più confuse.

Per le donne che desiderano allattare il non riuscire a farlo, dover  utilizzare un allattamento misto (un po’ di seno e un po’ di biberon) o arrivare ad usare esclusivamente il latte artificiale, spesso comporta fatica e dolore.

Ci sembra di essere private di un qualcosa che niente e nessuno potrà sostituire e restituirci, ci sentiamo sbagliate, incapaci, in colpa per il fatto di non poter dare al nostro piccolo tale nutrimento.

Ma di fronte al fatto che tante mamme sono in difficoltà e che si sentono sprofondare negli abissi di  tali stati d’animo, cerchiamo di fare chiarezza!

Come prima informazione essenziale, ricordiamo che la maggior parte delle madri può produrre latte a sufficienza per uno o anche più bambini (parti gemellari).

Generalmente, anche quando una madre pensa di non avere abbastanza latte, il bambino sta  succhiando tutto il latte di cui ha bisogno.

Al di là, infatti, di rari casi di agalattia in cui effettivamente c’è scarsa produzione di latte, le mamme lo producono, ed esso aumenta più il seno è stimolato dalla suzione.

Sottolineo questo aspetto poiché è davvero fondamentale, può rassicurare tantissime donne e sfatare falsi miti: il latte si produce SOLO ed ESCLUSIVAMENTE attraverso lo stimolo meccanico della suzione (sia attaccando il bimbo al seno, sia usando un tiralatte o la spremitura manuale).

L’essere più o meno predisposte, più o meno serene, bere tisane o mangiare certi cibi, non influisce in alcun modo con la produzione di latte.

Rispetto a questo vi rimando alla lettura di un mio  precedente articolo “Allattamento al seno: quanti cambiamenti fisici comporta!”, in cui spiego in modo più approfondito gli aspetti fisiologici legati alla produzione e all’emissione del latte dal seno materno

Qui  mi soffermo ad evidenziare che il problema principale, quindi,  non è rispetto all’avere o non avere il latte, ma a poter capire se il bimbo ne assume a sufficienza o meno.

Ecco quali sono i  DUE SEGNALI attendibili a cui possiamo fare riferimento se abbiamo dei dubbi:

 

Ovviamente l’allattamento si inserisce in una esperienza talmente complessa e ricca di sfumature emotive che possono essere molte le situazioni nelle quali le mamme possono andare in crisi e temere di non avere latte. Ad esempio:

  • bimbo che richiede poppate frequenti
  • bimbo che non cresce o cresce poco
  • bimbo che piange tanto
  • seno più morbido
  • pressioni esterne (persone esterne come le nonne  che instillano il dubbio su quanto sia nutriente “…ma basterà?….è così pallido…..piange….”)
  • bimbo che non si attacca
  • bimbo che non dorme/dorme poco
  • poppate brevi (il bimbo si stacca subito e piange)
  • poppate molto lunghe (…sembra non gli basti mai….)
  • bimbo che dorme troppo
  • timore che lo stato di stanchezza fisica o psicologica possa portare a non produrre bene il latte
  • precedente esperienza fallimentare con allattamento

MA gli elementi sopra elencati POTREBBERO essere (non sono!!) segnali di un allattamento che non funziona in modo adeguato.

Tali segnali possono dire tutto e il contrario di tutto, per cui si deve valutare con cautela ed è opportuno che la mamma possa sentirsi libera di chiedere aiuto se si trova in difficoltà rispetto a queste situazioni.

Vediamo ora quali possono essere gli elementi che intervengono nel caso in cui il bimbo assuma una quantità di latte non sufficiente:

 

I motivi elencati nelle prime due colonne (Fattori legati all’allattamento e Fattori psicologici della madre) sono comuni. I fattori psicologici sono spesso responsabili di difficoltà con l’allattamento; per esempio, la mancanza di fiducia in se stessa può indurre una madre ad allattare artificialmente.

I motivi elencati nelle seconde due colonne (quelli cioè legati alle condizioni fisiche della madre e del bambino) non sono comuni. Perciò non è frequente che una madre abbia un problema organico che le impedisca di produrre abbastanza latte.

In conclusione:

  • Ricordiamo che sono rari i casi di non produzione di latte! Ognuna di voi deve  credere al fatto di ESSERE ASSOLUTAMENTE IN GRADO DI PRODURRE LATTE
  • Non abbiate paura ad effettuare un ALLATTAMENTO A RICHIESTA, soprattutto nelle prime settimane di vita. Non si corre alcun rischio di dare vizi e, anzi, più si stimola il seno e più aumenta la produzione di latte
  • I FATTORI PSICOLOGICI interferiscono con la FUORIUSCITA del latte e sono spesso la causa, uniti ad un attacco al seno non corretto, di una scarsa assunzione di latte da parte del bimbo. Se temete di non avere latte, forse, in realtà siete sotto pressione, stanche, giù di corda e avete bisogno di un maggiore supporto
  • E in ultimo, ma assolutamente prioritario, ricordiamo che NUTRIRE il nostro bambino è un grande gesto d’amore e di RELAZIONE. Questa relazione, però, non si crea solo con l’allattamento al seno. Possiamo tenere tra le braccia i nostri cuccioli, mantenere un contatto magico di sguardi, avere la nostra pelle nuda contro la loro, accarezzarli, sussurrare dolci suoni ANCHE ALLATTANDO COL BIBERON.

Quindi non sentitevi sbagliate o fuori luogo se vi trovate in difficoltà con l’allattamento al seno e se dovete fare i conti con il grosso senso di perdita che deriva dal non poterlo fare, ma abbiate fiducia nel fatto che la relazione è e resterà forte anche se il vostro piccolo verrà nutrito in altri  modi.

Come sempre la differenza è data dalla QUALITÀ del contatto e non unicamente dalla tipologia!