SESSUALITÀ IN GRAVIDANZA: ASPETTI PSICOLOGICI

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SESSUALITÀ IN GRAVIDANZA: ASPETTI PSICOLOGICI

Ad un certo punto della vita ci sentiamo pronte e cerchiamo un figlio!

Oppure, senza averlo particolarmente cercato, arriva.

E all’improvviso ci troviamo immerse in cambiamenti corporei così potenti che la nostra psiche si trova sotto sopra e anche la nostra sessualità può accusare il colpo!

Il contatto fisico con il partner è una componente fondamentale per favorire  il benessere psico-fisico della coppia, in qualunque forma esso si manifesti (coccole, carezze, massaggi, abbracci o rapporti completi).

Ma la gestante attraversa periodi alterni e diversi tra loro. Le sensazioni e le aspettative cambiano di settimana in settimana; aumentano la sensibilità, il bisogno di affetto, di attenzioni e rassicurazioni.

La necessità di tenerezza e coccole può essere a volte preponderante; altre volte è il desiderio sessuale  ad essere più forte e non sempre è facile gestire il cambiamento!!

E in tutto questo anche gli uomini vanno in crisi.

La gravidanza in se non rappresenta quasi mai un ostacolo per l’amore fisico, eppure, come in qualunque altra fase della nostra vita, la buona riuscita delle proprie esperienze sessuali non può essere ridotta ad un mero fatto tecnico e meccanico. La componente psicologica e relazionale è naturalmente fondamentale, e lo è ancora di più in gravidanza visto il vero e proprio terremoto emotivo che questa fase comporta.

Se infatti è vero, come ho evidenziato in un precedente articolo (“Sessualità in gravidanza: Ecco ciò che ti è importante sapere per viverla con serenità”), che molte coppie rinunciano al sesso per l’ingiustificato timore di “fare dei danni”, è altrettanto vero che spesso sono invece gli stereotipi, i pregiudizi e i falsi miti che ancora ci circondano a spegnere per mesi i propri legittimi desideri.

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Proviamo a capire cosa accade sia alla donna che all’uomo.

  • Nella donna un po’ alla volta cambia l’immagine di sé e del proprio corpo. Alcune donne si sentono inadeguate, diverse, temono di non essere più belle e desiderabili agli occhi dei propri partner mentre spesso avviene proprio l’esatto contrario. Altre invece sentono un aumentato desiderio e talvolta riescono ad esprimerlo con disinvoltura, altre volte si sentono a disagio perché agire un ruolo “erotico” sembra non essere coerente con il ruolo di mamma che si sta rivestendo.
  • L’uomo, quando esprime i suoi desideri spesso si sente inopportuno.           Da parte sua teme non solo di poter far male fisicamente alla donna e al bambino, ma anche di risultare fuori luogo nel manifestare le proprie pulsioni fisiche in un momento così “sacro” come quello della maternità. Talvolta le proprie pulsioni vengono completamente inibite come forma di rispetto nei confronti della compagna, anche se non è ciò che vorrebbe lei.

Sia uomini che donne, quindi, restano spesso vittime del cambiamento, intrappolati nella convinzione che avere rapporti in gravidanza sia qualcosa di “sporco” e da reprimere; o che possa in qualche modo turbare emotivamente il feto.

Nulla di più sbagliato!!

Ciò che arriverà al bambino saranno invece i rassicuranti ormoni del benessere e del piacere liberati appunto dalla propria madre.

In questo quadro non dimentichiamo poi di dare  uno sguardo all’influenza degli  aspetti sociali.

Per molto tempo la sessualità femminile è stata interpretata in chiave esclusivamente riproduttiva e privata dei suoi altri aspetti fondamentali: quello ludico e quello relazionale. Gravidanza e sessualità, quindi, sono state lette per secoli in chiara antitesi tra loro. Si dirà che i tempi sono cambiati. Eppure, a volte più consapevolmente, a volte meno, sono ancora molte le donne e le coppie che di fatto restano condizionate da tale antico preconcetto. E di conseguenza, iniziata la gestazione, cessano di avere rapporti perché in qualche modo non ne colgono più la funzione, l’utilità, diremmo quasi la giustificazione.

Tutto questo dunque – mescolato con le inevitabili differenze individuali tra donna e donna e tra coppia e coppia (dal punto di vista dell’età, della fede religiosa, dell’educazione ricevuta, del contesto socio-familiare ecc.)  – rende il quadro generale assai articolato e complesso.

Proprio per questo sarebbe assurdo pretendere di dare delle “ricette” uniche, valide per tutti. Stabilire delle regole assolute circa quanti e quali rapporti sessuali avere al giorno, alla settimana o al mese durante la gravidanza.

Ancora una volta ciò che conta davvero è innanzitutto superare un tabù.

Quel tabù che pregiudica a priori l’affettività e la spontaneità di molte donne e molti uomini in uno dei momenti più “sani” e naturali della propria vita personale e di coppia.

Dottoressa Francesca Quartero

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa